Arte & Talento

Arte & Talento

Arte e Talento

(di Nico Soranno)

Per esperienza son convinto che tutti  possiedano, in forma, tipo e qualità diverse, del talento. Emerge e si esibisce dall’età di 2 -3 anni attraverso la curiosità, il gioco, l’esprimersi con il corpo e con la mente.

Genitori, educatori  con la loro esperienza devono coltivarlo  valorizzandolo con l’educazione e lo studio.

L’ allenamento è molto importante per amplificare il talento; ne è dimostrazione il lavoro dei campioni delle diverse specialità.

Da  bambini  apprendiamo  per induzione, vedendo la mamma , il papà, gli adulti .

La mia  esperienza inizia all’età di 3 anni quando mio padre, in seguito ad un incidente sul lavoro,  fu costretto a letto.

Trascorreva le giornate della lunga convalescenza tenendomi vicino. Gli piacevano i pastelli della Giotto e disegnava  copiando : mele, uva, fichi,  il mio viso,  sui fogli di album da disegno, destando in me  curiosità  e poi l’ambizione di  imitarlo.

Importanti furono i suoi consigli in particolare “imparare a vedere le differenze”, le linee da fare dritte, i cerchi da fare tondi.

Alle elementari  si cominciava a scrivere tracciando aste, bastoncini, cerchietti, fino ad imparare a scrivere il proprio nome. I più talentuosi esibivano il loro,  per la soddisfazione delle maestre  e dei genitori.

Da adulto ho scoperto  che tutti possono disegnare in virtu’ del talento innato che c’è in noi grazie alla scrittura.

La manualità e l’attenzione al particolare sono da considerarsi un attrezzo e come tale bisogna imparare ad adoperarlo. Un attrezzo posseduto da tutti.

La volontà è la fase successiva, senza la quale non si ottiene nessun risultato.

Ho cercato di spiegare ai miei allievi che il nostro cervello è composto da due settori intercomunicanti, certe volte in disaccordo; uno specializzato nelle attività irrazionali, l’altro in quelle di precisione. Chi guida l’auto ha sperimentato ad esempio questo conflitto durante le  prime scuole guide.

Una volta acquisita esperienza, familiarità e con assiduo allenamento, tutto diventa automatismo e allora ci si potrà far guidare anche dalla parte irrazionale del cervello, quello a cui piace la libertà.

Cosa c’entra tutto ciò con il disegno? Esercitatevi e vi renderete conto della semplicità e della

vostra bravura! 

Servono: matita, fogli  da disegno e niente gomma da cancellare!

– Ponete davanti a voi ben appoggiato sul tavolo il gomito  del braccio sinistro (se non siete mancini).

– Prendete la matita per iniziare a tracciare sul foglio.

– Osservate e imparate a vedere la mano sinistra  che deve essere tracciata grossolanamente sul foglio.

– puntate la matita sul punto iniziale che decidete dell’ inizio del disegno.

– ORA SENZA GUARDARE LA MATITA E LA MANO MENTRE  DISEGNA,

-INPARATE A VEDERE SOLO L’INIZIO  E  TRACCIATE LENTAMENTE.

-NON OSSERVARE IL TRACCIATO DURANTE IL DISEGNO!

-SIETE  TENTATI  DI OSSERVARE LA MANO DISEGNATRICE?, TASSATIVAMENTE DEVE ESSERE FERMA!

– RIPRENDETE  LA NUOVA POSIZIONE E SENZA GUARDARE LA MANO RITRACCIATE.

Il primo tentativo vi farà sorridere. Riprovate magari osservando un oggetto più semplice.

Bisogna superare l’ostacolo come a scuola guida. Con questi esercizi  il settore razionale del cervello  si accorda con  l’altro in armonia con la vista .

Vedere  è diverso che guardare. Imparare a vedere è un allenamento poco faticoso che darà sempre molte soddisfazioni nella pratica grafica.

Nico Soranno

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